martedì 14 luglio 2009

oggi sciopero

venerdì 10 luglio 2009

qualcosa di fico!


tornai ;-) e trovai gli alberi di fichi a casa dei miei carichi di frutti (anzi, di fiori: il fico in realtà è un fiore). già mi son stufata del passato remoto: passiamo al presente. in un vecchio ricettario di pasticceria ho trovato (passato prossimo) una ricetta di torta ai fichi che ho debitamente modificato (non c'erano le arachidi, né il miele, né il rum, il procedimento era diverso...) per confezionare questa bella ciambellona con uno stampo silikomart che non avevo ancora utilizzato e che, come al solito, ha funzionato alla perfezione.


i fichi (che in luglio si chiamano fioroni, in settembre pedagnuoli - ma quante ne so) sono ottimi in abbinamento con la frutta secca oleosa, ma con le arachidi non li avevo mai provati: squisito mix! presto lo riproverò in una ricetta salata, e magari coi fichi crudi, in modo da apprezzarne tutta la freschezza. questa torta è morbidissima, umida e perfino magra: gli unici grassi sono quelli delle arachidi e del tuorlo (niente burro né olio!) e mi farà compagnia a colazione per qualche giorno ;-)



CIAMBELLA DI FICHI E ARACHIDI CON MIELE E RUM

ingredienti per uno stampo da 24 cm

200 gr farina 00
70 gr fecola di patate
1 uovo medio codice "0"
500 gr di fichi maturi (io ne avevo sia del tipo a buccia nera che a buccia verde)
50 gr di arachidi pulite
3 cucchiai colmi di miele di acacia
2 cucchiai colmi di zucchero (meglio se di canna: è più saporito)
mezzo bicchiere abbondante di rum
1 bustina di cremor tartaro già addizionato di bicarbonato
un pizzico di sale

pulire delicatamente la buccia dei fichi con uno strofinaccio morbido (se li acquistate, lavateli rapidamente e poi strofinateli), aprirli per verificare che dentro siano buoni, quindi tagliare a pezzetti (senza sbucciarli!). coprire di zucchero e miele, mescolare e tenere da parte per un'ora.
mescolare l'uovo e versarlo sui fichi, aggiungere il sale, le arachidi tritate grossolanamente, la farina e la fecola setacciate, mescolare rapidamente e cominciare a versare il rum. girare bene in modo che l'impasto sia omogeneo, quindi aggiungere il cremore setacciato, mescolare ed infornare a 160-170° (a seconda del forno) per 45 minuti. attendere che sia ben freddo prima di ribaltare la forma. si conserva per alcuni giorni coperto di pellicola in luogo fresco e asciutto.

mercoledì 1 luglio 2009

quando il riciclo diventa un'arte ;-)


la ricetta che vado a descrivere è la versione estiva dell'imbrecciata: zuppa umbra di legumi e cereali servita in una pagnotta scavata, e condita con olio e pecorino. il suo nome pare derivi dalla somiglianza con la "breccia" delle strade di campagna, e la sua ricetta si basa sul riciclo di legumi/cereali già cotti, avanzati ed ansiosi di essere smaltiti.


io l'ho preparata partendo da zero, quindi mi sono dovuta armare di pazienza e dedizione, ma neanche poi tanta: il più è costituito dai tempi di ammollo e cottura dei legumi, mentre l'assemblaggio è un gioco da bambini. dicevo: versione estiva, già che siamo in luglio ormai, e mangiare una zuppa bollente non è proprio il massimo; dunque per la versione invernale/tradizionale rimando a fra qualche mese ;-)


il bello di questa ricetta è anche la versatilità: non ci sono ingredienti obbligatori, ma solo la costanza del procedimento e il buon gusto di utilizzare gli aromi nel modo più corretto. i legumi/cereali che ci vanno sono i più disparati: chi più ne ha, più ne metta. vanno dosati grosso modo in parti uguali, tranne l'eventuale patata: serve solo per dare cremosità, e secondo me ne basta 1 ogni 3 persone. io l'ho omessa.


ricollegandomi al post precedente (anche con qualche altra immagine ;-)), ho utilizzato alcuni legumi comprati a castelluccio, altri acquistati al pereto ed altri di diversa provenienza locale, ma ripeto: fave e piselli secchi, cicerchie, farro ed altri simili ingredienti sono ammessi, anzi consigliati, per una delle ricette più gustose della nostra cucina. attenzione: come per tutte le ricette regionali, le dosi sono rigorosamente a occhio ;-)
ps: fra qualche giorno parto per una breve vacanza... alla prossima settimana!


IMBRECCIATA - SUMMER EDITION

io ho usato:
roveja
ceci neri
lenticchie di castelluccio
fagiolina del trasimeno (o fagiolo "risina")
fagioli cannellini
orzo perlato
(tutti in pari quantità)

aromi:
aglio
cipolla bianca
carota
sedano
rosmarino
salvia
alloro
un pomodoro

per condire:
olio extravergine
sale e pepe nero
pecorino di norcia stagionato
cipolla
pane sciapo cotto a legna

mettere in ammollo i legumi (tranne le lenticchie e la fagiolina) un TOT di ore prima, a seconda della tipologia. l'ammollo più lungo è quello dei ceci neri: 24/48 ore. gli altri dalle 8 alle 12 ore.
i legumi vanno cotti in abbondante acqua (partendo da acqua fredda non salata) addizionata di aglio intero, una foglia di alloro, un rametto di rosmarino e un paio di foglie di salvia.
la fagiolina deve cuocere a fiamma bassissima per circa 40 minuti.
gli altri legumi potrebbero necessitare di un tempo leggermente più lungo: assaggiateli e scolateli al punto di cottura desiderato.
conservate l'acqua di cottura, tranne quella dei ceci neri, che vanno cotti assolutamente da sé. scolare tutto e salare.
lenticchie: fate un soffritto con carota (più abbondante dei seguenti) sedano e cipolla tagliati a pezzi grossi (serviranno per la salsa), un pomodoro tagliato in due pezzi, due grani di pepe, salvia rosmarino e alloro legati con uno spago, un spicchio d'aglio ed un peperoncino infilzati con uno stecchino. versatevi le lenticchie, aggiungete acqua abbondante ma niente sale, fate cuocere circa 40 minuti, finché le lenticchie siano tenere ma ancora sode: non si devono spappolare. rimuovere lo stecchino e il fagotto di odori, scolare le lenticchie e frullare a parte il liquido di cotturacompresi carote/sedano/cipolla: faranno da salsa.
riunire in una ciotola tutti gli ingredienti. aggiustare di sale e pepe, condire con olio extravergine, pecorino a scaglie, qualche dadino di cipolla cruda e la salsa di cui sopra. servire con fette di pane caldo.

lunedì 29 giugno 2009

qualche immagine, giusto per dire...

... che la fioritura della piana di castelluccio è sempre uno spettacolo unico.









































lunedì 22 giugno 2009

qualcuno ha formaggi da riciclare?


bene, si segni questa ricetta ;-) amo i formaggi e li compro spesso, ma le bocche da sfamare sono ancora poche :-P quindi capita spesso e volentieri che il mio frigo trabocchi di cartoccetti odorosi in attesa di essere smaltiti. di farci una fonduta non se ne parla: troppo caldo. la pizza al formaggio? stesso problema: il caldo. e siccome per me estate = insalata di riso, ecco che li ho voluti riciclare in questo semplicissimo modo. inoltre, durante il già nominato convegno antico-romano ho assaggiato un piatto che hanno battezzato come "formaggio di columella": un trito di tre formaggi (fiore sardo, parmigiano e caciotta romana) conditi con le erbe più disparate (ruta, levistico, origano, mentuccia ecc..), olio extravergine, aceto, noci e pepe. un delirio di bontà e semplicità.


chiaramente ho dovuto fare le mie modifiche: avevo ben più di 3 tipi di formaggio da consumare, e non avevo né ruta né levistico, ma il principio è lo stesso. ho usato l'aceto balsamico tradizionale di modena dop, prezioso regalo natalizio che centellino un po' alla volta, e ho aggiunto le pere di san pietro che si stanno maturando in questi giorni a casa dei miei. sono pere piccolissime e molto sode, con la buccia perfettamente liscia che va dal giallo/verdino al rosato: forse hanno un nome scientifico diverso, ma per noi sono "di san pietro" ;-) eccole qui in una foto "caravaggesca" almeno dal punto di vista delle imperfezioni e delle beccate di uccello!


INSALATA DI RISO AI FORMAGGI MISTI, ERBE FRESCHE E PERE DI SAN PIETRO

ingredienti per ogni porzione

due cucchiai colmi di formaggi tritati in pari quantità (salvo quelli molto saporiti che vanno dosati con più parsimonia) io ho usato parmigiano, fiore sardo, forma di mucca di montagna (quello a pasta gialla, in forme enormi...), provola, toma di mucca, pecorino artigianale semistagionato
due cucchiai scarsi di erbe tritate e dosate a seconda del vostro gusto (salvo la menta glaciale: ne basta una foglia) io ho usato: menta glaciale, nepitella, mentastro verde, (poco) origano, basilico, santoreggia, rosmarino (poco), fiori di lavanda
olio extravergine d'oliva
aceto balsamico tradizionale di modena dop
due o tre noci schiacciate al mortaio
1 o 2 pere di san pietro, a seconda delle dimensioni delle beccate...
pepe nero di mulinello
sale grosso per cuocere il riso
riso (meglio se di varietà patna)

cuocere il riso in abbondante acqua salata. scolare al dente e raffreddare passandolo per un secondo sotto il rubinetto, quindi stendendolo in una ciotola larga. nel frattempo grattugiare/tritare i formaggi, le noci, le pere e le erbe. mescolare tutto quando il riso è freddo, condire con gli ingredienti elencati, servire a temperatura ambiente per apprezzare al meglio i formaggi.